Circumnavigazione dello Spitsbergen
Durata: 10 giorni
Nave Planicus
Primo giorno – Longyearbyen Arrivo nella capitale amministrativa delle isole Svalbard, di cui West Spitsbergen è l’isola più grande e famosa. Prima dell’imbarco tempo a disposizione per passeggiare per le strade della cittadina, una volta importante centro minierario, visitare la sua chiesa parrocchiale e il museo Polare. Nel tardo pomeriggio la nave lascia Isfjiorden..
Secondo giorno – Krossfjorden (Baia dei Re) e Ny Alesund. Navigando verso nord, lungo la costa occidentale dell’isola, ci si àncora nella Baia dei Re ( Krossfjorden) e con i gommoni Zodiac si osserva la fronte del ghiacciaio 14 luglio. Sui verdi pendii che fiancheggiano il ghiacciaio si possono ammirare fiori artici e sulle scogliere nidificano i gabbiani gabbiano tridattilo (Rissa tridactyla Linnaeus, 1758) e le urie di Brunnich (Uria lomvia). Ci sono buone possibilità di vedere le volpi artiche che perlustrano la base delle scogliere in cerca di pulcini caduti dai loro nidi. Nelle acque del fiordo si possono vedere le foche barbate (Erignathus barbatus), Nel pomeriggio si raggiunge la Baia dei Re per visitare Ny Alesund, il centro abitato più a nord al mondo. Un tempo era un centro minerario, ora è una base scientifica internazionale. Nei dintorni del villaggio si trovano zone di riproduzione dell'oca faccia bianca (Branta leucopsis, Bechstein 1803), dell’oca dalle zampe rosse (Anser brachyrhynchus Baillon, 1834) e della Sterna codalunga (Sterna paradisaea, Sterna Artica ). Ny Alesund e la Baia dei Re rivestono un particolare significato per gli italiani perché furono la base delle spedizioni artiche del generale Nobile con i dirigibili Norge (1926) e Italia (1928). Si può ancora ammirare il pilone di ormeggio delle aeronavi.
Terzo giorno – Liefdefjorden All’imboccatura del Liefdefjorden, si farà una sosta per una passeggiata sulla tundra che copre l’isola di Andya. Sull’isola nidificano l'edredone comune (Somateria mollissima), l’oca dalle zampe rosse e si può anche incontrare il più raro re degli edredoni (Somateria spectabilis, Linnaeus 1758). Riprendendo la navigazione nel fiordo ci si avvicinerà alla bocca del maestoso ghiacciaio Monaco. Le acque antistanti sono aree predilette dai gabbiani tridattili ed è possibile vedere orsi polari sul ghiacciaio.
Quarto giorno – Phippsoya, 81° di Latitudine nord! Giornata memorabile: si raggiunge l’isola di Phippsoya nell’arcipelago delle sette isole a nord dell’isola di Nordaustlandet, il punto più settentrionale dell’intera navigazione. La latitudine è di quasi 81° nord, a meno di 900 Km dal Polo Nord. I partecipanti al viaggio entreranno così nell’esclusivo club di chi si è spinto nella sua vita almeno una volta così a nord. Gli orsi polari frequentano regolarmene queste acque e ghiacci. Si possono ammirare i gabbiani d'avorio (Pagophila eburnea, Kaup 1774). Se le condizioni meteo lo consentiranno, si potrà passeggiare sulla banchisa per alcune ore in un panorama fantastico e ammirare il gabbiano di Ross (Rhodostethia rosea, MacGillivray 1824), prima di riprendere la navigazione verso sud..
Quinto giorno – Laagoya L’isola di Laagoya è pianeggiante e con una laguna popolata da una grande colonia di trichechi. Sull’isola nidifica anche Il gabbiano di Sabine (Xema sabini, Sabine 1819). A Sorg Fjord si potrà incontrare un’altra colonia di trichechi nei pressi di tombe di balenieri del XVII secolo.
Sesto giorno – stretto di Hinlopen Giornata dedicata alla visita dello stretto di Hinlopen abitato da foche barbate, foche dagli anelli (Pusa hispida), orsi polari, gabbiani d'avorio. Con gli Zodiac si navigherà fra i blocchi di ghiaccio del Lomfjordshalvoya e si esploreranno le scogliere di Alkefjellet popolate da migliaia di urie di Brunnich. Si tenterà poi di sbarcare sull’isola di Nordaustlandet, sul lato orientale dello stretto, a Augustabutka, abitata da renne, oche dalle zampe rosse, gabbiani d’avorio e trichechi. Sbarcando poi a Torrelneset, si esplorerà il deserto polare di Nordaustlandet, di fronte alla terza (per superficie) calotta polare (ice cap) al mondo che si getta in mare non lontano
Settimo giorno – Barentsoya e Edgeoya Attraversando lo stretto di Freemansundet, Il programma prevede lo sbarco a Sundneset sull’isola di Barentsoya per visitare la vecchia capanna di un cacciatore di pelli (trapper) e poi una camminata nella tundra in cerca di renne di Spitsbergen e di oche faccia bianca. La navigazione prosegue poi per Diskobykta, sulla costa occidentale dell’isola di Edgeoya. Con gli Zodiac si sbarca su una spiaggia piena di ossa di balena e grossi tronchi portati dalle correnti dalla Siberia. Ci si può arrampicare sino all’orlo di una gola popolata da migliaia di gabbiani tridattili, insieme a urie nere (Cepphus grylle, Linnaeus 1758) e il vorace gabbiano glauco (Larus hyperboreus, Gunnerus 1767). Durante la stagione della riproduzione, la base della scogliera è percorsa da volpi artiche e orsi polari, specialmente femmine con i piccoli, in attesa che qualche pulcino rotoli fuori dal nido.
Ottavo giorno - Hornsunf La mattina si entra nello spettacolare fiordo di Hornsund nella parte meridionale di Spitsbergen, dominato da torreggianti montagne. Il monte Hornssundtind si eleva sino a 1.431 metri, mentre il Bautaen dimostra perché i naviganti olandesi che per primi raggiunsero le Svalbard, chiamarono l’isola Spitsbergen, montagne aguzze. Nella zona ci sono 14 ghiacciai e ottime probabilità di incontrare foche e orsi polari.
Nono giorno – Van Keulenfjorden All’imboccatura del fiordo, si scende a terra a Ahlstrandhalvoya. Qui si notano montagne di ossa di beluga (una piccola balena dalla pelle chiara) che risalgono ai tempi della caccia spietata che fu praticata nell’Ottocento e che quasi portò all’estinzione di questo animale. Fortunatamente si possono ancora incontrare gruppi di beluga che nuotano nelle acque delle Svalbard. Nel pomeriggio navigando nel Recherchefjorden si può esplorare un area di tundra dove vivono numerose renne.
Decimo giorno – LongyearbyenRientro nel capoluogo delle Svalbard. Sbarco e trasferimento in aeroporto